I teatri del sacro - Extra_Festival - MAESTRO ECKHART 
MAESTRO ECKHART_ viaggio teatrale attraverso i sermoni   versione testuale
Complesso San Micheletto_sabato 15 ore 20.30
drammaturgia, traduzione e regia alessandro berti
costumista nicoletta di gaetano
sarta elisa davolio
inventore di macchine invisibili alan zinchi
grazie a jean paul hernandez, francesca proia, cira santoro
 
 
 
Meister (Maestro) Eckhart gode di fama universale come mistico, ma questa fama si fonda molto sui contenuti, meno sulla bellezza e l'efficacia della sua prosa. Pochi sanno che i suoi sermoni, le sue prediche, sono l'opera che fonda la lingua tedesca scritta, tanto è miracoloso l'esito generale, anche poetico, del suo tentativo di parlare ai semplici delle questioni teologiche più alte. È mirabilmente coraggioso, quasi spericolato, il predicatore, in questo tentativo. E sempre scandalosamente sincero, disarmato, preoccupato solo di farsi capire. Quasi spremuta da questa urgenza, la sua voce diventa potente, precisa, variata:  inconfondibile. Lo spettacolo porta in scena cinque sermoni, dei cento e più di Eckhart, capaci di far fare allo spettatore un viaggio all'interno del suo pensiero.
Nello spettacolo il predicatore arriva a un convento di notte, infangato, e lì, dopo un breve riposo, predica, nel modo in cui predica Eckhart, cioè non come qualcuno che sta al pulpito, ma sempre come parlando a se stesso, e denudandosi, abdicando al suo potere, e coinvolgendo infine sempre l'uditorio.
Infine Eckhart chiude la permanenza nel convento col sermone che invita a esser fecondi, a generare Dio, la sua bontà, dentro di noi. L'idea è quella di rientrare nell'istituzione, ma così puri, così pieni di Spirito, da vegliare perché rimanga anch'essa viva, feconda, per ognuno e ognuna. La mistica, quando s'incarna, diventa politica. Perciò è scomoda.
 
 
 
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