I teatri del sacro - Edizione 2013 - In scena - GENESI 
SPETTACOLO VINCITORE_PROFESSIONISTI
Teatro San Girolamo_domenica 16 giugno ore 18:30
Filipazzi - Accademia Perduta/Romagna Teatri
GENESI   versione testuale
Teatro San Girolamo_domenica 16 giugno ore 18:30
liberamente tratto da "Io ti domando" di Giusi Quarenghi
con Ferruccio Filipazzi
violoncello Walter Prati
disegno sulla sabbia Massimo Ottoni
scenografia e costumi Giulia Bonaldi
regia Piera Rossi
 
Affrontare le Scritture è come perdersi in un oceano. Una voce, un violoncello e sabbia...
 
 
C’era uno scolaro che non faceva molti progressi perché appena sentiva
Leggere le parole “E Dio disse” veniva preso da un entusiasmo
Irrefrenabile, tanto che bisognava farlo uscire. Ma anche fuori
Non smetteva di danzare e cantare “E Dio disse. E Dio disse”…
Racconto chassidico

 
 
Per quanto ne sappiamo, noi umani siamo gli unici esseri sulla Terra a interrogarci sul come e sul perché delle cose, del mondo. Abbiamo incominciato a farlo fin dalla notte dei tempi. A questo domandare e cercare di capire abbiamo spesso dato forma di storie. Molte sono ancora in cammino insieme alle domande che le hanno originate e raccontano, raccontano. Raccontano dell’uomo e anche di Dio, Dio.
La Bibbia racconta la storia di questo rapporto. Una storia non conclusa, perché ogni lettura la riapre, la interroga, la interpreta. Ogni lettura accende un significato. Ogni non lettura lo perde. In un certo senso, la Bibbia è il racconto e anche il suo cammino, e la ricerca attorno a quello che dice, a quello che tace, a quello che lasciamo ci dica.
Abbiamo iniziato il nostro percorso con la Genesi  e ci siamo trovati davanti ad un oceano infinito. Ogni sillaba,ogni  accento, ogni silenzio custodisce e rivela più significati, sprigiona scintille come la roccia colpita. Non tanti modi per dire la stessa cosa, ma tanti significati anche da una sola parola!
Come tutti i libri nati dalle culture antiche anche la Bibbia risparmia le parole. Per questo il fiume delle interpretazioni è ricco di acque e correnti diverse, che scorrono mescolandosi e trascinandone via il corso.
La nostra storia raccontata, accompagnata dal suono di un violoncello che cerca di capire e capirsi, da segni disegnati sulla sabbia che ora gettano luce dove c’era buio, ora riaccendono il buio in quello che sembrava già in luce, cresce ad ogni rappresentazione.
Uno spettacolo che non propone una religione, propone un incontro e narra delle reciproche prove di fiducia tra uomo e Dio, e di quello che ne deriva. Contiene la parola di Dio e ne fa racconto nel tempo.
Per mano delle leggende o dei maestri  ci mettiamo sulla strada delle parole, dei suoni e dei segni, per cercare, per lasciarci cercare e, magari, anche trovare.
 
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