I teatri del sacro - Edizione 2013 - In scena - MEMORARE, l'approdo di Maddalena 
SPETTACOLO VINCITORE_PROFESSIONISTI
Teatro San Girolamo_sabato 15 giugno ore 19:00
Compagnia Ilaria Drago/Argot Studio
MEMORARE, l'approdo di Maddalena   versione testuale
Teatro San Girolamo_sabato 15 giugno ore 19:00
di e con Ilaria Drago
drammaturgia e regia Tiziano Panici e Ilaria Drago
progetto visivo Andrea Giansanti
musiche ambienti sonori luci Marco Guidi
organizzazione Katia Caselli
promozione Isabella Di Cola
 
 
Maddalena approda davanti a noi dopo il lungo viaggio: è la sua vita che emerge dalle correnti della storia che ne hanno cancellato il volto più vivo e sacro
 
Ho provato a lavarti via di qui
Ho provato con il bagnato del pianto
Con la cenere e il veleno
Ma questo tuo marchio impresso non si scompone
Resta intatto e così ci dormo su
Ci dormo su ogni notte su questo lenzuolo
e ci faccio le mie preghiere
 
 
Memorare in latino significa non solo vagamente ricordare, ma conoscere dal profondo di sé, e quindi con il cuore, chiamare con il cuore, concentrarsi nel ricordare lo spirito del figlio e della Mater Magna con il cuore.
C. P. Estès
 
 
Maddalena arriva da un lungo viaggio. Il viaggio è la storia della sua vita. Una vita per acqua. Ha attraversato i secoli, le terre e ha trasportato, come il vento, i suoi semi lasciando crescere la sua storia in lingue sotterranee, passando dalla Sardegna, alla Corsica, fino ad arrivare in Francia. Sotto i suoi passi sono nati culti e preghiere trasmesse in nuove lingue.
Eppure l'APPRODO DI MADDALENA oggi è tutt'altro che rassicurante. La sacerdotessa non arriva carica di incensi o di mirre e avvolta dall'imponenza che infonde una dea, ma consumata e dimentica della sua storia. Ci appare come una donna qualsiasi, una puttana, una "facile" che racconta una storia qualsiasi, fatta di pezzi, di storie lacere. Racconta il naufragio di una vita dissoluta e fraintesa che non le ha concesso di amare, né di essere riconosciuta.
Arriva in forma bagnata, sgualcita, usata. Come un corpo mortificato dai colpi di una vita moderna e infelice. I colpi assestati da un sistema che ha fissato le sue fondamenta sulla divisione, l’odio e la violenza. Zuppa di dolore sembra rassegnata a non poter godere dell'amore come donna ma solo come strumento. È questo il trattamento che le è stato riservato per aver avuto un amore impossibile. Per aver desiderato salvare il cuore del suo uomo piuttosto che il regno di Dio che s'avventava innalzando nel cielo un cadavere grigio e privo di vita.
Dopo tutto questo tempo trascorso a vagare, stazione dopo stazione, ostello dopo ostello, porto dopo porto che Maddalena deve riacquistare la sua memoria di donna che nei tempi le ha dato il titolo di Maria.
Sembra non starle bene addosso né l'abito di santa né quello di puttana. In fondo nessuno dei due le appartiene. Anche tornando indietro nel tempo e ricordando i momenti di lustro quando edificavano templi in suo nome o innalzavano canti di gloria per la martire redenta di nostro signore, lei ancora rinnega.
Il suo viaggio a ritroso affronta le correnti funeste della storia che cancellano ogni traccia di verità.
La verità, in fondo, la ritroverà solo sul ferro nudo e spoglio della croce che le ha sottratto il suo uomo e che ha affondato il suo cuore sotto terra. Lei non è stata che l'ombra di quella croce e la sua redenzione il sostegno di una menzogna. La vera Maddalena giace ancora insieme a Cristo in un giardino pieno di fiori di arancio e di ulivi in cui l'un l'altro si iniziavano allo splendore della vita.
 
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A spettacolo inziato non sarà consentito l'accesso in sala.
Dato il limitato numero di posti, l'ingresso sarà consentito solo ai possessori delle contromarche numerate.
Le contromarche si ritirano nei medesimi luoghi, solamente 20 minuti prima dell'inizio dello spettacolo.
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